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Rieducazione o difesa sociale? La parola agli studenti

  • La redazione
  • 28 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Lo scorso 14 aprile si è tenuto nel nostro Istituto il Festival della Legalità. La giornata è stata interamente dedicata a questo tema, attraverso diverse attività proposte alle varie classi. 

In particolare, per le classi quarte è stato organizzato un dibattito su una tematica attuale e molto discussa. Nel caso della 4 CL, il confronto ha riguardato un argomento centrale: la rieducazione del reo o la difesa della società. 

Il tema è stato approfondito in precedenza dagli studenti, che sono stati divisi in due gruppi: uno a favore della rieducazione del reo e uno a sostegno della difesa della società. 

Durante la fase di preparazione, gli alunni hanno sviluppato competenze fondamentali come la ricerca delle informazioni, l’analisi dei dati e degli esempi, e la costruzione di un discorso argomentativo efficace. 

Il lavoro è iniziato collettivamente, per permettere a ciascun gruppo di costruire una visione generale della propria posizione. Successivamente, la stesura degli interventi è stata svolta a coppie, articolando il dibattito in prologo, due argomentazioni e un epilogo. 

Ogni gruppo ha inoltre individuato un “Socrate”, ovvero lo studente incaricato di porre domande agli avversari, mettendo in discussione le loro tesi e chiedendo chiarimenti. 

Fondamentale è stato anche il momento della replica, durante il quale ciascuna squadra ha potuto rispondere alle argomentazioni avversarie, evidenziandone eventuali punti deboli dopo una breve pausa di confronto interno. 

Il dibattito si è concluso con un momento di ringraziamento reciproco tra i gruppi, durante il quale sono stati riconosciuti i punti di forza degli avversari. 

Questa esperienza, estremamente formativa e stimolante, ha permesso alla classe di comprendere il funzionamento del dibattito e l’importanza di utilizzare le informazioni in modo corretto, con un linguaggio preciso e una sintassi chiara e coerente. 

Un ringraziamento speciale alla professoressa Mara Olivotto e alla professoressa Martina Cattarin, senza le quali questa attività non si sarebbe svolta né avrebbe avuto un impatto così positivo. 

 

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