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CRISTINA,UNA VITA SPEZZATA

  • La redazione
  • 21 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

Trentacinque anni fa, il 13 dicembre 1990, il boss della Mala del Brenta, Felice Maniero, insieme a 5 sodali, assaltano il treno Venezia - Milano con lo scopo di rubare gli stipendi dei lavoratori trasportati nel vagone portavalori. L’onda d’urto dell’esplosione colpisce  anche il treno Bologna-Venezia, fermo sul lato opposto, e uccide Cristina Pavesi, giovane studentessa dell’università Ca’ Foscari che abita a Conegliano, dove ha frequentato il liceo Marconi. Le indagini, finite solo qualche anno fa, vengono subito aperte e inizia così il Maxi processo, alla ricerca degli assassini. Nel 2019, Gilberto Sorgato, braccio destro di Maniero e complice in quel delitto, partecipa a una delle tante messe in ricordo di Cristina e chiede perdono alla zia Michela, mostrando vero pentimento nei confronti delle sue azioni. 

“Cristina era una ragazza socievole, sempre sorridente e solare, faceva del bene a tutti”, ricordano gli amici. Come raccontano le vittime, ancora vive, le conseguenze di quell’azione hanno segnato in modo netto e definitivo la loro vita, sia a livello psicologico - un dolore che brucia dentro in silenzio anche dopo 30 anni - che a livello fisico, a causa delle conseguenze delle ferite riportate nell’esplosione. In memoria di Cristina, qualche anno più tardi, viene anche scritto un libro, ”Incolpevoli per aver commesso il fatto: la storia di Cristina Pavesi, vittima della Mala del Brenta”, realizzato dall’avvocato Gianluca Ascione e dalla zia Michela. L’opera racconta la vita di Cristina, sia prima della sua morte che dopo, e tutta la parte giuridica seguita all’attentato, il cosiddetto Maxiprocesso. 

Quello di Cristina è un libro che ho letto con piacere; non racconta solo di lei, ma di tutto quello che la circondava, dagli amici alla famiglia, dall’amore per lo studio alla voglia di fare sempre tutto.

Io e i miei compagni di classe abbiamo avuto l’opportunità di trattare sia la storia di Cristina, attraverso la lettura del libro e l’uscita che faremo a Vicenza, per la quale realizzeremo anche delle magliette da indossare in sua memoria, sia la tematica della mafia, grazie ai due incontri con i volontari dell’associazione "Libera". 

Lì abbiamo conosciuto la giornalista Monica Zornetta, che proprio dopo la morte di Cristina ha approfondito il tema della Mala del Brenta, scrivendo diversi libri, anche su Maniero. 

Abbiamo infine visto il docufilm “Io sono Libero” con la professoressa Francesca Rizzi, nostra docente di diritto, che racconta gli ultimi mesi di vita dell’imprenditore siciliano Libero Grassi, ucciso nel 1991 da Cosa Nostra (l’organizzazione criminale siciliana) per aver rifiutato di pagare il pizzo, opponendosi così alla realtà delle estorsioni mafiose.


El Habib Nargiss 2BT

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