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SCUOLA E SPORT: CANE E GATTO??? 

  • La redazione
  • 28 nov 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Intervista a due studentesse atlete di alto livello 

Prof.ssa Chiara Chies 


Coordino quest’anno una classe che ha l’onore di ospitare due studentesse che stanno raggiungendo, nello sport, risultati davvero lusinghieri. 

Vedo il loro impegno, l’entusiasmo, la fatica, le aspettative, le difficoltà, la tenacia. E il pensiero mi riporta indietro di tanti anni, quando ero io studentessa ed atleta al contempo. Mi sono sempre chiesta se ci sia un segreto per riuscire a conciliare scuola e sport, riportando buoni risultati in entrambe le realtà. Devo ammettere che sono cresciuta con la percezione che questi due mondi siano contrapposti. “Scegli: o la scuola, o lo sport”. Quante volte me l’hanno detto! Ed effettivamente non è sbagliato: ad un certo punto bisogna scegliere. Ma, più che altro e più di questo, l’interrogativo che mi pongo è: quanto vale la pena investire nella carriera agonistica? Non so se oggi la vera funzione dello sport sia compresa e condivisa. Non sto facendo riferimento allo svolgere un’attività fisica, ma ad un impegno agonistico.  

Recentemente, il Presidente della Repubblica ha avuto occasione di richiamare i valori dello sport. Lo ha fatto il 22 settembre a Napoli, inaugurando l’anno scolastico presso un Istituto penitenziario per minori; lo ha ripetuto l’8 ottobre a Roma, accogliendo al Quirinale le delegazioni delle Nazionali di pallavolo, vincitrici di importanti titoli mondiali. Sottolineando lo spirito di sacrificio degli atleti, si è congratulato con loro per le vittorie e li ha ringraziati per aver “incoraggiato tante bambine e tanti bambini, tante ragazze e tanti ragazzi a dedicarsi alla pallavolo, o comunque a uno sport. Questo è un contributo grande per la vita del nostro Paese. Un contributo importante per i nostri giovani e i nostri ragazzi. Sono un patrimonio di impegno che contribuisce molto al benessere, a livello anche etico di comportamento, della nostra società”. 

Lo sport è strumento di crescita ed anche di inclusione. Riporto le parole di Julio Velasco (CT dell'ItalVolley femminile): “Noi abbiamo tante culture diverse in questa squadra e speriamo in futuro di difendere queste vittorie, anche se sappiamo che è sempre molto difficile tornare a vincere. Però la motivazione c'è, la voglia di imparare c'è. In un momento storico in cui le divisioni vanno per la maggiore, dove l'idea di ciascuno sembra l'unica possibile, io credo che lo sport possa dire la sua per costruire, sviluppare, difendere una cultura democratica che è accettare le idee diverse degli altri e pur convivere nella diversità. La squadra femminile da questo punto di vista credo che sia un modello da ammirare, perché noi abbiamo molta diversità, ma è una diversità che riesce a lavorare insieme, non perché perdono le caratteristiche individuali. Essere ricevuti dal Presidente della Repubblica è come essere ricevuti dall’Italia intera. Lo sport è un modello democratico per far capire come le idee diverse possano funzionare bene assieme. Sotto questo punto di vista, la squadra femminile è perfetta”.  

Quindi, anche lo sport educa. Ma non può sostituirsi alla scuola. 

Riuscire a far convivere gli impegni sportivi e gli impegni scolastici sotto lo stesso tetto, farli stare nelle 24 ore giornaliere non è facile. Ma qualcuno ci riesce… e allora, perché non chiedere direttamente a loro qual è il segreto? 


Agata Lovisotto, 4^AT, pattinatrice 

Premetto che far andar d’accordo entrambi gli aspetti non è mai stato semplice: infatti proprio l’anno scorso sono stata bocciata, perché ho voluto prestare più attenzione allo sport che alla scuola. Si dovrebbe dedicare tempo ed energie ad entrambe le discipline in modo equo e costante, nonostante questo non sia semplice, perché richiedono entrambe fatica e dedizione per tutto l’anno. All’inizio di quest’anno avevo molta paura che l’errore fatto l’anno precedente si ripetesse, avevo paura di deludere di nuovo me stessa, i professori, e soprattutto i miei genitori. Così ho deciso di iniziare una nuova avventura con più sicurezza in me stessa e più costanza nell’affrontare le sfide che la vita mi richiedeva. Non è stato semplice, ho commesso alcuni errori che non dovevo fare, ma, quasi alla fine del trimestre, posso dire che conciliare sport e scuola non è impossibile anzi: bisogna però sapersi organizzare e dedicare il giusto tempo ad entrambi. Ho dovuto cambiare vari metodi di studio e di organizzazione per far sì che tutto si svolgesse nel modo in cui volevo e che gli errori fossero ridotti al minimo. In realtà non c’è un vero e proprio segreto per far sì che sia tutto perfetto come si vuole far vedere: bisogna solo portare avanti le nostre passioni e i nostri doveri, seguendo i nostri desideri senza mai abbatterci. Perché gli insuccessi possono capitare: l’importante è imparare da essi e non fallire una seconda volta.  

 

Marta Benedet, 4^AT, sciatrice 

Io pratico due sport: sci alpino e pallavolo. Fra i due, il primo è quello a cui ho deciso di dedicarmi maggiormente, anche se da diversi anni riesco a fare entrambi. Non ho mai avuto difficoltà a conciliare sport e scuola: ho sempre avuto risultati positivi in tutte due le realtà. Quest’anno per me l’impegno è molto più importante, perché sono stata selezionata per far parte del Comitato Veneto della Federazione Italiana Sport Invernali e quindi allenamenti e gare sono più numerosi e faticosi. Finora sono riuscita a svolgere gli impegni scolastici e quelli sportivi con buoni risultati e soddisfazione. Sono convinta che siano la motivazione e la forza di volontà a fare la differenza. Le difficoltà ci sono, ma i sacrifici e gli ostacoli si possono superare se ci si organizza e si decide che gli obiettivi vanno raggiunti. Lo sport mi ha educato a non perdere tempo e a concentrarmi su ciò che conta. Mi ha insegnato a dare valore al tempo, anche al minimo secondo. Certo, bisogna anche riconoscere che nel mondo dello sport non ci sono solo “rose e fiori”. Ci sono anche persone che si comportano in modo sbagliato e che non vivono i veri valori dello sport, però io ho ben presente cosa scegliere e cosa no. Quindi, direi che sia la scuola sia lo sport sono due dimensioni che possono davvero aiutare i ragazzi a crescere e ad allenarsi alla vita che richiede fatica, impegno e intelligenza. 

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