Forza e coraggio, nonostante tutto
- La redazione
- 1 giorno fa
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Sabato 13 dicembre 2025, all’ interno della biblioteca della nostra scuola, diverse classi hanno partecipato ad un incontro organizzato in collaborazione con l’associazione di don Luigi Ciotti “Libera”, l’ospite principale era Cristina Marcadella, che con forza e coraggio ci ha raccontato la sua storia e quella del suo fidanzato di allora, Matteo.
Cristina ci ha parlato di cosa è successo durante la notte del 10 giugno 1994 a lei e a Matteo, dell’indifferenza della stampa dopo la tragedia e di come sia riuscita a superare l’accaduto grazie all’aiuto di familiari, amici e dell’associazione “Libera”, nata per contrastare il sistema mafioso e dare giustizia alle vittime.
Durante la giornata del 10 giugno 1994 Matteo e Cristina decisero di raggiungere degli amici a Jesolo e, visto che la macchina dei genitori di Matteo era rotta ed era dal meccanico, chiesero in prestito la macchina dello zio Luigi, una Mercedes 190E. Dopo aver trascorso una bellissima giornata, alle 22:00 rientrarono a Padova, lasciarono nella sua abitazione l’amico Andrea e poi Matteo accompagnò a casa Cristina. Parcheggiarono l’auto e chiacchierarono, Cristina si girò per prendere la borsa, ma iniziarono a sentire degli scoppi. Nonostante una grossa ferita Cristina si salvò la vita, Matteo, invece, venne colpito al cervelletto e morì all’istante.
Per una tragica coincidenza Matteo e Cristina sono stati coinvolti all’interno di una sparatoria a causa del fatto che la loro auto era identica a quella del vicino di casa, appartenente alla mala del Brenta. La stampa, che non era a conoscenza di questo fatto, pensò che Matteo fosse stato colpito a causa di un atto che egli aveva commesso, invece era lì solo per caso.
Questo ci ha fatto comprendere che la mafia a volte può colpire anche vittime innocenti e non solo persone coinvolte nelle sue attività. Incredibilmente oggi, dopo 34 anni, non sono ancora stati trovati i colpevoli; ma nonostante questo Cristina nel 2023 ha riaperto il caso assieme al suo avvocato, nella speranza di trovare giustizia per lei e Matteo.
Questa vicenda ha colpito particolarmente la mia classe e siamo rimasti stupiti dal coraggio di Cristina nel raccontarla e nel voler superare la tragedia.
È stato un incontro molto interessante nel quale noi alunni abbiamo potuto interagire facendo domande; inoltre abbiamo affrontato una tematica importante che riguarda un caso capitato in territori vicini a noi e questo ha reso tutto più stimolante. Questa vicenda ci ha fatto comprendere come nell’arco di pochi minuti possa cambiare per sempre la nostra vita e quella di persone a noi care.
Penso che a scuola bisognerebbe continuare ad approfondire argomenti simili e a svolgere attività su tematiche importanti come questa.









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