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Astolfo, dopo Armstrong

  • La redazione
  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Dopo che Orlando ha perso il senno per amore di Angelica, il paladino Astolfo riceve il compito di recuperarlo spingendosi fin sulla Luna a bordo del suo ippogrifo, una fiammante Maserati MC20. Man mano che si allontana nello spazio, la Terra svanisce allo sguardo, coperta da una densa nebbia grigia di smog che avvolge i continenti. Atterrando con la sua supercar tra i crateri, Astolfo scopre che il paesaggio lunare si è trasformato nella discarica dei fallimenti del XXI secolo.  

Sulla Luna compaiono molte favelas, perché, come tutte le cose perdute, le persone si sono dimenticate dei più sfortunati. 

Aggirandosi tra i vicoli lunari, Astolfo scorge enormi blocchi di ghiaccio, reliquie dei ghiacciai che abbiamo perso sulla Terra, simbolo degli ecosistemi che stiamo distruggendo. Poco distante, si stagliano montagne di proiettili e mine antiuomo: sono i resti di una pace che l'uomo non è mai riuscito a tenere stretta. 

Astolfo inciampa in milioni di like vuoti e commenti d'odio. Gli influencer sono lì, immobili, che cercano di scattare selfie con filtri che sulla Luna non funzionano: lassù ogni cosa viene vista per com'è veramente, senza trucco.  

Ci sono vallate piene di mozziconi di sigarette, bottiglie vuote e siringhe. Sono i resti di chi ha cercato la felicità in una sostanza invece che nella vita, perdendo la propria strada. 

Astolfo osserva con stupore schiere di macchine che generano testi e immagini in un flusso senza sosta, ma totalmente prive di anima. È il senno degli uomini che è stato delegato agli algoritmi: un'intelligenza artificiale che, pur producendo senza sosta, ha reso le persone incapaci di esercitare il proprio spirito critico e di pensare con la propria testa.

Finalmente, Astolfo entra nel settore delle ampolle. Tra miliardi di boccette, ne vede una chiamata “Privacy”, quasi evaporata, e un'altra “Empatia”, ormai ricoperta da polvere per il disuso. Accanto all’ampolla di Orlando, quasi per scherzo del destino, c'è la sua: Astolfo.  Nell'istante in cui la apre, il cavaliere è costretto a guardarsi allo specchio: capisce che anche la sua vita, fino a quel momento, è stata un inseguimento di distrazioni inutili. 

Astolfo risale sulla sua Maserati MC20, con l'ampolla di Orlando sul sedile del passeggero. Guardando la Terra dall'alto, capisce che il problema non sono le cose che mancano, ma quelle che abbiamo sprecato. Il viaggio sulla Luna gli ha insegnato che la follia non è solo quella di Orlando, ma quella di un mondo intero che corre verso il baratro, senza nemmeno accorgersi di star per cadere. 

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