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Lingue regionali? Parliamole!

  • La redazione
  • 17 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Il patrimonio culturale italiano è tra i più vasti e speciali al mondo. Non pensiamo solo a quello  materiale (opere d’arte, monumenti, siti archeologici…), ma anche a quello immateriale (tradizioni, riti, usanze, canti,…). In quest’ultima categoria rientrano anche le lingue, comprese quelle locali. Testimonianze di storia, usi e costumi, valori. In una realtà globalizzata, che tende ad omologare e massificare, riuscire a proteggere le particolarità e ad educare al rispetto delle diversità è una sfida importante. Di generazione in generazione, per secoli, sono state trasmesse parlate, proverbi, canzoni, filastrocche…, dando espressione alla creatività e alla tipicità del territorio. Anche le Istituzioni manifestano il loro impegno per sostenere iniziative volte alla tutela di questi aspetti così caratteristici del nostro territorio. Il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, ha deciso di dedicare un’iniziativa per ricordare la “Giornata del dialetto e delle Lingue minoritarie” e ha organizzato una cerimonia nell'Aula dei Gruppi Parlamentari il 16 gennaio.

17 gennaio 2025: una giornata importante per la cultura italiana, seppure questa ricorrenza sia poco conosciuta fra il pubblico generale, a parer mio. È infatti la Tredicesima Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Minoritarie, istituita dall’ UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia) al fine di diffondere consapevolezza sul tema delle lingue d'Italia, una tematica spesso compresa poco e male, ma soprattutto soggetta a dannosi stereotipi generati dalla stessa cattiva informazione (o assenza dell'informazione in sé medesima).

Il tema trattato è, come detto in precedenza, le lingue della penisola italiana: le lingue d'Italia sono poco meno di 25, hanno un numero che può variare fra i milioni e le centinaia di parlanti e ognuna di loro vanta — come minimo — secoli di storia. Le lingue d'Italia sono una parte integrante della cultura del Paese: l'Italia, all'interno dei suoi confini, vanta una varietà linguistica fra le più ricche al mondo.

Lo Stato protegge in modo attivo la diversità linguistica:

- l'articolo 3 della Costituzione garantisce a tutti i cittadini dignità e uguaglianza sociale a prescindere dalla lingua da loro parlata;

- l'articolo 6 della Costituzione sancisce il dovere della Repubblica di tutelare le minoranze linguistiche;

- la legge 482/1999 elenca le 12 minoranze linguistiche che lo Stato tutela tramite la scuola, assieme a (fra gli altri aspetti) le linee guida generali per l'insegnamento delle lingue minoritarie.

Ora, naturalmente, scaturisce una riflessione spontanea: nell'ordinamento italiano la tutela delle minoranze compare già nei Principî Fondamentali della Costituzione, ma come mai?

Il motivo risiede nella natura variegata, composita, eterogenea e culturalmente variopinta del territorio italiano: la nostra penisola da sempre è un vero e proprio mosaico di lingue e culture molto diverse fra di loro. L'Italia è, pertanto, una realtà di minoranze già di per sé. Realtà di minoranze che ci riporta a capire perché si celebra questa importante ricorrenza: ancora oggi, dopo quasi 164 anni di unità politica, l'Italia è un mosaico — variegato e bello come quelli di Pompei, Aquileia, Piazza Armerina... — che merita di essere tutelato e consegnato nella sua migliore forma a chi verrà dopo di noi, uomini e donne del XXI Secolo.

In conclusione, va detto che il più grande contributo a questa causa lo possiamo dare proprio noi: il primo passo per tutelare una lingua è parlarla. Le nostre lingue regionali devono essere viste e devono essere trattate come uno strumento di comunicazione in tutto e per tutto forte, agile e robusto al pari della lingua italiana.

Siate poliglotti, amici!

 

Francesco Colomberotto, 5BT

 
 
 

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